
LAURO FARIOLI
Nato a Reggio Emilia il 5 maggio 1938, figlio di Cesare e di Margherita Terenziani. Sposatosi a 20 anni, viveva con la famiglia a San Bartolomeo e lavorava come operaio.
Chi lo conosceva lo descriveva come un ragazzo pieno di vita: soprannominato “Modugno” per la somiglianza con il celebre cantante, aveva incontrato la moglie andando a ballare a Montecavolo. Avevano un figlio di 2 anni, Ettore.
Il 7 luglio 1960 aderì allo sciopero e fu il primo dei cinque caduti di quel giorno. Si trovava vicino alla chiesa di San Francesco quando venne raggiunto da diverse pallottole: al torace, all’addome e alle gambe. Una delle fotografie più celebri dei fatti del 7 luglio 1960 è quella che lo ritrae riverso a terra, attorniato da altri manifestanti nel vano tentativo di prestargli soccorso.
Nel 1969 una sentenza del Tribunale civile di Bologna ha dichiarato “l’Amministrazione degli Interni in persona del Ministro pro-tempore, responsabile della morte di Farioli Lauro, avvenuta il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia”.

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