81° anniversario della Battaglia di Canolo di Correggio
Inserito da: Adriano Arati | 15 Gen 2026 | Categorie: News

Domenica 25 gennai0 2026 si commemora a Correggio l’81esimo anniversario della battaglia di Canolo, combattuta il 25 gennaio 1945.
Ecco il programma:
- ore 9 in via Bonacina, deposizione di fiori sul cippo di Vittorio e Vandina Saltini;
- ore 9.30, ritrovo in via Canolo, di fronte alla chiesa, per la partenza del corteo con la deposizione di fiori sui cippi e sui monumenti di via Lupi e Sabbietta e in via Canolo;
- ore 10.30, a Correggio, deposizione di fiori sui cippi e sui monumenti ai caduti con partenza dal monumento a Don Pasquino Borghi. La Banda cittadina “L. Asioli” accompagna il corteo.
- ore 11.30, nella sede della Polisportiva La Canolese, interventi dell’assessore all’Educazione e Cultura del Comune di Correggio Gabriele Tesauri, di Carmelina Panisi di Anpi Correggio e della co-direttrice di Istoreco Gemma Bigi
A seguire, il “Pranzo Resistente”. Per informazioni prenotazioni contattare il numero 347 5028031 e l’indirizzo mail anpi.sezione.correggio@gmail.com.
LA VICENDA
La “Battaglia di Canolo” è un episodio bellico avvenuto nelle prime ore del 25 gennaio 1945. Durante la notte, erano riuniti in una casa di Canolo i comandanti partigiani Guerrino Cavazzoni “Ciro”, Renato Bolondi “Maggi”, Mario Saccani “Nero”, Raul Incerti “Bobi”, Vasco Guaitolini “Biavati”, Abbo Panisi “Nelson”, Egidio Baraldi “Walter”. L’antefatto si svolge la sera precedente, quando Vittorio Saltini, “Toti”, al termine di una riunione segreta e prima di un altro appuntamento a San Michele di Bagnolo, decide di passare a salutare i suoi famigliari, nella casa colonica del fratello Adalciso, nei pressi di Fosdondo. Non sa che i fascisti lo stanno aspettando, ma quando si accorge della trappola fa in tempo a distruggere il verbale della riunione tenuta la sera prima e tenta di fuggire passando per il fienile. Muore crivellato di colpi, alle otto del mattino. Nel pomeriggio, una sua sorella, Vandina, staffetta partigiana, appena rientrata da una missione vede il cadavere del fratello e si scaglia contro i fascisti rimasti sul posto, gridandogli “assassini” e rimanendo anch’essa uccisa da due colpi di pistola.
All’alba del 25 gennaio, la casa di Canolo fu accerchiata da truppe tedesche e fasciste e all’intimazione della resa i partigiani presenti decisero di opporre resistenza. Si scatenò così un durissimo combattimento che si protrasse per un’ora. I partigiani tentarono prima di fuggire da una finestra che dava sui campi, ma la strada venne sbarrata da colpi di mitragliatrice. Poi, sparando e lanciando bombe, uscirono dal portone principale, dileguandosi tra le case vicine e nei campi. Riuscirono a salvarsi quasi tutti, tranne due, che si sacrificarono coprendo la ritirata dei compagni: Vasco Guaitolini morì mentre correva verso una mitragliatrice e con lui Abbo Panisi, mentre stava scavalcando una siepe. Alla fine la casa venne completamente razziata e data alle fiamme.