
AFRO TONDELLI
Nato il 14 luglio 1924 a Gavasseto, frazione di Reggio Emilia, figlio di Guido e di Pedrini Elisa. Era il quinto di otto figli.
Iniziò a lavorare come fattorino già da ragazzino, una volta terminate le scuole elementari. Poi fece diversi lavori, tra cui il saldatore: i fratelli lo descrivevano come un riparatore ed un saldatore abilissimo, al punto da essere stato in grado di fabbricare da sé una bicicletta partendo da alcuni rottami metallici. Durante la Seconda Guerra Mondiale militò nella 76° SAP Angelo Zanti col nome di battaglia Bobi, partecipando ad alcune azioni di sabotaggio. Dopo la guerra venne assunto all’ospedale in qualità di operaio manutentore e addetto alle caldaie.
Il pomeriggio del 7 luglio 1960, dopo l’inizio degli scontri, cercò riparo dietro la fontana nei giardini pubblici di Reggio Emilia. Qui venne colpito. Tondelli credette di aver riconosciuto il poliziotto che gli aveva sparato, indicandolo come l’autista dell’autopompa, l’agente Orlando Celani, immortalato in una celebre fotografia rannicchiato in posizione di tiro. L’agente Celani fu, in sede processuale, assolto dal Tribunale di Milano per insufficienza di prove.
Tondelli, spirato all’ospedale poco dopo la mezzanotte, nelle prime ore dell’8 luglio, fu l’ultimo dei caduti dell’eccidio.

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