Anche nel 2026 Morsiano e Villa Minozzo ricordano Domenico Bondi, carabiniere e partigiano

Inserito da: Adriano Arati | 20 Gen 2026 | Categorie: News

Anche nel 2026 Morsiano e Villa Minozzo ricordano Domenico Bondi, carabiniere e partigiano

Il paese di Morsiano si sta preparando per rendere omaggio a Domenico Bondi, carabiniere e partigiano, nell’ottantunesimo anniversario della morte. Nel suo borgo natale, nella mattina di sabato 24 gennaio 2026, si commemorerà infatti l’eroico soldato, insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Il programma della manifestazione, indetta dal Comune di Villa Minozzo in collaborazione con la Provincia, le associazioni partigiane Alpi-Apc ed Anpi, l’istituto Istoreco, la locale sezione dell’associazione nazionale carabinieri, gli alpini, la Croce verde e la Pro loco, prevede, alle 10.30, il ritrovo in piazza della Maestà.

Dopo i saluti del primo cittadino, Elio Ivo Sassi, ci saranno gli interventi delle autorità civili e militari e degli studenti dell’istituto comprensivo villaminozzese. Si proseguirà con la deposizione di una corona e la benedizione del monumento dedicato al carabiniere caduto. Alle 11, nella chiesa parrocchiale, è inoltre prevista la concelebrazione della messa in suo suffragio da parte del cappellano militare don Luca Giuliani e del parroco, don Giuliano Marzucchi.  

“Bondi, in servizio a Bologna – racconta il sindaco Sassi, nonché presidente provinciale dell’Associazione liberi partigiani italiani – partigiani cristiani di Reggio Emilia –  fu tra i primi, dopo l’8 settembre 1943, ad aderire al movimento di liberazione e si arruolò in una formazione partigiana comandata da ufficiali dell’arma. Dopo essersi occupato del rifornimento di armi e di curare i contatti tra le forze combattenti sull’Appennino emiliano, venne ad affrontare il nemico nella sua montagna”.

Si distinse sempre per capacità, coraggio e determinazione. “Il 12 gennaio 1945 – prosegue Sassi –   durante un duro scontro col nemico nella zona di Secchio, fu catturato. Aveva ricevuto l’ordine di resistere ad oltranza con i suoi uomini, che dopo diverse ore furono però costretti a desistere. Riuscì a metterli in salvo, ma lui non ebbe la possibilità di fuggire. Fu imprigionato a Ciano d’Enza, dove subì pressanti e travagliati interrogatori e venne a lungo torturato. Tuttavia rimase fedele ed incrollabile nei sui ideali e fu fucilato, il 26 gennaio, assieme ad altri cinque prigionieri. Morì gridando ‘viva l’Italia’”.

La rievocazione avrà termine, alle 12.30, nella sede della Pro loco di Morsiano, con un momento conviviale.

“Ricordare Domenico Bondi – conclude Elio Ivo Sassi – cui sono stati anche intitolati alcuni corsi per allievi carabinieri e la caserma di San Polo d’Enza, significa custodire la memoria di un uomo che scelse il dovere e l’onore, pagando con la propria vita la fedeltà ai valori della libertà e della democrazia. Il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni e resta patrimonio vivo della nostra comunità, e non solamente”.Sabato 25 gennaio a Morsiano, frazione villaminozzese lunga la vallata del Dolo non lontano dal confine con Romanoro e il modenese, è il programma la cerimonia in memoria di Domenico Bondi, carabinieri originario proprio del paese, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria fucilato a Ciano d’Enza il 28 gennaio 1945. Tornato a casa dopo l’8 settembre, da sempre antifascista, prima si impegna nella propaganda e poi si unisce ai gruppi di resistenti, fino alla cattura avvenuta il 12 gennaio 1945 a Secchio di Villa Minozzo.

LA STORIA

Domenico Bondi, nato il 16 settembre 1908, figlio di Paolo e di Gelsomina Battistelli, arruolatosi giovanissimo, a 16 anni, nel 1943 è in servizio già da sedici anni nell’Arma, e ha 32 anni. L’8 settembre 1943 era in servizio nella Legione carabinieri di Bologna. Decide subito di opporsi al nazismo e alla Repubblica di Salò, rifornendo di munizioni e di armi i primi gruppi partigiani e poi arruolandosi nella formazione “Gufo-Spera”, comandata dagli ufficiali dell’Arma Antonio Ganci e Pietro Guarnera. Prima è impegnato nella propaganda con i giovani del suo paese, incitandoli a non presentarsi alle chiamate alle armi, e verso i contadini, invitandoli a non consegnare all’ammasso la produzione agricola. Entra poi nella 26esima Brigata Garibaldi col nome di battaglia di “Fioravante” e il ruolo di intendente della Brigata. Partecipa a numerosi scontri armati, ma soprattutto mantenne i collegamenti tra le formazioni partigiane bolognesi, modenesi e reggiane. Il 12 gennaio 1945, nel corso di una missione, viene catturato dai nazifascisti a Secchio di Villa Minozzo. In quell’occasione aveva ricevuto l’ordine di resistere ad oltranza con i suoi uomini, che dopo diverse ore furono però costretti a desistere. Riuscì a metterli in salvo, a costo però della carcerazione e della sua stessa vita. Portato nella famigerata sede del centro torture di Ciano d’Enza. Dopo giorni di violentissimi interrogatori e sevizie, viene fucilato.

Nel dopoguerra, viene insignito Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. A Morsiano, una piazza porta il suo nome, mentre a Villa Minozzo è omaggiato con una lapide. A lui sono stati anche intitolati il 178° Corso allievi carabinieri ausiliari, tenutosi a Fossano nel 1993, nel secondo battaglione della Scuola Allievi di Torino nel 1993, e la caserma dell’Arma inaugurata il 6 maggio 2006 a San Polo d’Enza, quella da cui dipende anche il territorio di Ciano, il luogo della sua morte. A Bondi e ad altri tre partigiani è dedicato anche un torneo giovanile di atletica leggere promosso dall’Uisp in Appennino.